Allenare il pavimento pelvico: 4 esercizi per i muscoli pelvici femminili

Allenare il pavimento pelvico: 4 esercizi per i muscoli pelvici femminili

Ginnastica per i muscoli pelvici

Riprendiamo un argomento che ha destato molto interesse: il pavimento pelvico . In questa sessione vorrei condividere alcuni semplici metodi per agire direttamente in quest’area del nostro corpo.

Abbiamo due direzioni da seguire

  1. Lo sblocco del bacino attraverso la sua mobilizzazione
  2. Respirazione e ginnastica pelvica

Alcuni campanelli d’allarme per i tuoi muscoli pelvici

I sintomi che si manifestano ad esempio come dolore alla bassa schiena, problemi addominali, problemi correlati agli organi interni come colon, intestino, vescica e apparato riproduttivo possono essere il campanello d’allarme di un cattivo funzionamento e blocco nell’area del bacino.
Per blocco intendiamo energetico, articolare, muscolare e legamentoso.
Questo coinvolge non solo gli organi interni,ma ad esempio la scioltezza con cui camminiamo,un bacino rigido porterà ad avere un passo rigido,potete osservarlo guardando le donne camminare ad un centro commerciale: noterete che camminano rigide come manichini, esattamente il contrario di eleganza, scioltezza e fluidità tipicamente femminili.Di conseguenza anche tutto il resto del corpo diventerà rigido, poco armonioso, meno bello.

Il pavimento pelvico: emozioni e tabù

Tensione, stress, cattiva gestione delle emozioni, poco tempo e voglia da dedicare tempo a se stesse, tabù culturali e pregiudizi legati alla sessualità, alla riproduttività ed alla funzione escretori influiscono sulla rigidità del bacino.
Credo che riconnettersi al proprio femminile, alla sua naturale capacità di esprimersi e di comunicare sia importantissimo.

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L’energia di genere e l’energia sessuale.

Per energia si intende l’energia di genere, femminile per la donna, maschile per l’uomo.
La seconda è l’energia sessuale, che non è intesa solo come atto, ma come energia pro\creativa, l’espressione del sé.
Quando questa energia non fluisce liberamente il corpo perde piacere per la sessualità, ma anche il piacere per la vita, il godimento della vita.

Esercizi per allenare i muscoli pelvici

  • Respirare in modo diaframmatico

Prima fase: Appoggia le mani con le dita unite sulle coste fluttuanti, sotto il petto, osservando l’espansione del torace e del tuo addome quando inspiri e la retrazione quando espiri svuotando completamente i polmoni.

Seconda fase: Dopo aver inspirato ed espirato alcune volte sposta le tue mani di lato al di sopra della vita, appoggiando le mani sulle coste, ripeti come prima alcuni inspiri ed espiri osservando l’espansione del torace lateralmente, senti la pressione delle coste sotto le tue mani.

Terza fase: Ora sposta le tue mani ruotando il palmo verso l’alto, appoggiando il dorso delle mani sulle coste posteriormente quindi porta l’ascolto sull’espansione delle coste posteriori che premono e si ritraggono sotto le mani ad ogni inspiro ed espiro.

Questa e’ la respirazione diaframmatica, il movimento che senti sotto le tue mani e’ provocato dai polmoni che si espandono e si svuotano provocando il conseguente movimento diaframmatico, in tutte e tre le fasi.

  • L’esercizio di Marjariasana (posizione del gatto che si stira)

Mettetevi carponi, in posizione di quadrupedia.
Inspirando inizia a spingere l’osso sacro indietro e senti la tua colonna che si inarca dal basso verso l’alto, il petto si apre, lo sguardo è rivolto verso l’alto SENTITE I VOSTRI ISCHI (OSSA DELLE NATICHE) CHE SI APRONO. Espirando ruotate il pube verso l’ombelico creando una gobba fino alle cervicali,lo sguardo è al pube. SENTITE I VOSTRI ISCHI (OSSA DELLE NATICHE)CHE SI AVVICINANO. Nuovamente arcuate verso il basso la colonna vertebrale e alzate la testa. Tenete le braccia dritte ed in verticale. Eseguite dieci cicli completi.

  • L’esercizio dell’orologio.

Steso a terra le gambe piegate alle ginocchia.
Immagina di avere sotto il bacino un orologio, sotto il sacro ci sono le 12, sotto il coccige ci sono le 6, posizionato sotto il fianco sinistro ci sono le 15, quello destro le 9. Ora durante un espiro porta il tuo sacro verso le 6, inspirando porta il tuo coccige alle 12, ripeti questo movimento alcune volte sino a quando non diviene fluido.
Poi aggiungi i movimenti laterali, il sacro verso le 15 e poi verso le 9.
Quando anche questi movimenti sono diventati fluidi esegui il giro completo dell’orologio.

  • L’esercizio della perla.

Questo esercizio è tratto dal libro “La ginnastica intima” di Simona Oberhammer. Con l’esercizio della perla si contrae il pavimento pelvico immaginando di trattenere in vagina una perla.

Contrai tutti i muscoli pelvici contemporaneamente, con una certa gradualità. Avverti che la vagina si chiude completamente. Visualizza una piccola perla all’interno del canale vaginale. Quando i muscoli pelvici si contraggono la perla viene trattenuta, quando si rilassano la perla scivola verso l’esterno.

Respirazione:
Respira liberamente durante tutte le fasi dell’esercizio, senza trattenere.
Ripetizioni e durata:
livello 1: fai 5-10 contrazioni
livello 2: fai 10-30 contrazioni
livello 3: fai 30-60 (o più) contrazioni
Mantieni ogni contrazione per circa 1 secondo.

Questi sono alcuni esempi di esercizi per il bacino ed il pavimento pelvico. Questo argomento mi sta a cuore perché può influire sulla qualità della nostra vita. Nella pratica di pilates insegniamo l’ascolto, l’utilizzo dei giusti muscoli, la respirazione. Ho potuto notare la differenza durante la master class sul pavimento pelvico, fra le allieve che frequentano i corsi e chi non praticava pilates, le prime sentono ed attivano facilmente i muscoli pelvici, le altre faticano a percepire tutta quell’area, come se fosse una parte separata dal resto del corpo.
Pilates agendo direttamente sullo sblocco e mobilizzazione del pavimento pelvico aiuta l’energia a tornare a fluire. Molte donne rimangono incinte, a volte sono stupite perché da molto avevano abbandonato l’idea ,alcune non lo cercavano affatto e mi dicono “non so come sia successo”…beh, un’idea l’avrei 😉
Ora vi ho dato alcuni esercizi, piccoli suggerimenti per iniziare a pensare con amore a voi.

Un paio di acquisti consigliati per approfondire e per esercitarsi:

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Fra un sorriso e l’altro pilates avviene:  4 visualizzazioni che aiutano nella pratica

Fra un sorriso e l’altro pilates avviene: 4 visualizzazioni che aiutano nella pratica

Fra un sorriso e l’altro pilates avviene

Il mio maestro di yoga, Swami Ananda dice sempre “la crescita inizia con una risata”.
Questo concetto lo trasferisco anche nelle lezioni pilates, dove il sorriso dei miei allievi è indice di gioia nella pratica, una pratica altrimenti non facile, dove ci si ritrova faccia a faccia con limiti e debolezze, l’incapacità di ascoltarsi,sentire il proprio corpo,di essere nel proprio corpo e nel respiro

Questo può generare frustrazione: più siamo abituati a vivere l’esterno più troveremo difficoltoso tuffarci nel nostro meraviglioso corpo, l’insieme di muscoli , articolazioni, sistema fascia, legamenti ecc..che se ben orchestrati portano all’armonia e fluidità nel movimento.
La vita diviene fluida, perchè noi siamo anche fisicamente in armonia con essa.

Immagine che…

Per far percepire l’allungamento assiale della colonna dico “immagina la tua colonna come un filo di perle che si allungano verso l’alto..prendi una ciocca di capelli e tira un pochino verso l’alto,”Come sarà capitato ad altri insegnanti, vi è sempre qualcuno che è calvo, ti rendi conto della gaffe e cerchi di rimediare dicendo,”TU IMMAGINALI”

Tira l’ombelico in dentro verso la colonna,ci serve per utilizzare l’addome profondo,solitamente riusciamo a farlo da fermi ,ma durante il movimento è tutta un altra cosa,quindi cerco di passare una sensazione mentale che subito funzione “come quando hai la pancia e non vuoi che la vedano,la tiri in dentro”.

Altro cues che mi aiuta molto nell’insegnamento è “Visualizza e senti una matitina fra gli ischi,stringila”in questo modo sono certa che saranno utilizzati i muscoli profondi del bacino (pavimento pelvico)durante il movimento,naturalmente devo ricordare ogni tanto, “la matitina è ancora li”?
Il guaio arriva quando aggiungo la visualizzazione per stabilizzare e protrarre le scapole attivando il gran dentato posteriore “immagina di stringere due matitine tra le ascelle,dietro..

Immaginate il lavoro di coordinazione durante la fase dinamica di un esercizio pilates, lo stimolo per la mente è enorme,mantenere la matita fra gli ischi,tirare l’ombelico in dentro,stringere le matite dietro le ascelle ed immaginare il filo di perle che si allungano.

Pilates avviene.

Immagino che anche tu, seduto mentre leggevi, hai provato subito ad allungare, stringere ed ascoltare le reazioni del tuo corpo.
Bravo, hai iniziato a sentire la differenza 🙂 Questo è il segreto del Pilates: l’inizio del viaggio nel proprio corpo, di presa di coscienza di sé, di gestione della mente che se non è presente, nel qui ed ora, non riesce a gestire tutto questo.
Ma allenamento dopo allenamento, fra un sorriso o una risata, Pilates avviene.
Quando il praticante diviene inconsciamente consapevole, di corpo, mente e respiro, pilates avviene.

Quando viene sviluppata l’intelligenza neuro muscolare,l’abitudine a chiudere ed aprire una parentesi fra i pensieri quotidiani ed il tempo per se, ad essere presenti a se stessi e null’altro,con inconscia consapevolezza , allora state praticando contrology, il sistema ideato da J.Pilates, la pratica che ora chiamiamo Pilates.

Il pilates e pavimento pelvico. Ginnastica per i muscoli pelvici.

Il pilates e pavimento pelvico. Ginnastica per i muscoli pelvici.

Il pavimento pelvico : sede e fonte di vita

In questo articolo voglio parlare del pavimento pelvico, reputo fondamentale la sua conoscenza sia per l’uomo che per la donna, quest’area del nostro corpo può fare la differenza in qualità della vita.

Osservo che sempre più spesso spot pubblicitari si riferiscono ad una problematica assai diffusa come l’incontinenza, passando un messaggio di normalità..

No, assolutamente, non e’ normale..!

Non dobbiamo accettare passivamente il goccio di pipì quando solleviamo pesi, facciamo sforzi, starnutiamo o ridiamo, questo problema è sintomo di un problema che se non affrontato diventerà più grande in futuro, compromettendo seriamente la qualità della nostra vita.

Mi sono confrontata spesso su questa tematica con una persona speciale, l’ostetrica Sara Anna Dolores, con la quale abbiamo tenuto un incontro al femminile sul pavimento pelvico.

Iniziamo a capire di cosa si tratta

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ANATOMIA DEL PAVIMENTO PELVICO

Il pavimento pelvico rappresenta la chiusura inferiore del bacino e corrisponde all’area genio-urinaria anale. In tale zona al di sotto di pelle e mucose, è presente tessuto muscolare, così come nella restante parte del corpo umano. Il pavimento pelvico è costituito oltre che di muscoli, organizzati in tre diversi strati più o meno profondi nel bacino, anche da tessuto connettivo (legamenti e fasce).I visceri pelvici (vescica e uretra, utero e canale vaginale nella donna, retto e canale anale) sono poggiati sui muscoli e sul connettivo che compongono il pavimento pelvico, che può essere paragonato ad un’amaca.

Inoltre uretra e canale anale nella loro parte finale “attraversano” il pavimento pelvico, che determina quindi intorno ad essi fibre muscolari ad andamento circolare, cioè gli sfinteri, rispettivamente uretrale e anale.

Anche il canale vaginale nella sua parte finale è circondato ad anello dalle fibre del pavimento pelvico. 
Il pavimento pelvico si estende dal pube (in avanti) al coccige e al sacro (all’indietro), mentre lateralmente si attacca in parte direttamente alle ossa del bacino, in parte si inserisce su altri muscoli o strutture connettive. 
Da questi punti di origine, quasi tutte le fibre muscolari prendono contatto con una grossa formazione tendinea facilmente individuabile dall’esterno, situata tra l’ano e la vagina nella donna e tra l’ano e la base del pene nell’uomo, chiamata centro tendineo del perineo.

Le sue funzioni sono importantissime,ad esempio nel controllo delle funzioni vescicali,intestinali,sessuali e riproduttive e non meno importante nella stabilita del bacino durante i movimenti funzionali, quando ci muoviamo,sostiene inoltre i visceri contrastando la forza di gravita’ quando siamo in stazione eretta.

I muscoli pelvici

I muscoli del pavimento pelvico volontari sono il 20%, il restante sono muscoli involontari. Con gli esercizi mirati e con pilates andremo ad utilizzare i muscoli volontari. Con la conoscenza ed i corretti esercizi che insegniamo nelle lezioni e più nello specifico nella master class impareremo a percepire questa zona e ad attivare e rilassare nel modo corretto.

Un corretto tono nella zona pelvica può influenzare positivamente la salute , i benefici sono molteplici su alcune problematiche come: incontinenza, stipsi, dolore alla bassa schiena, dolori mestruali,vaginiti, leucorrea, dismenorrea, vampate di calore in pre/menopausa e menopausa, secchezza vaginale, può’ essere un valido aiuto nel parto, ecc.

Riportando vitalità, ossigenando ed irrorando di sangue i muscoli pelvici possono scomparire i sopraelencati disturbi.

Esercizi semplici, ascolto di se’ e la qualità di vita migliorerà.

Quindi non ascoltate spot che vi vogliono convincere che si deve usare un assorbente per l’incontinenza,ma possiamo recuperare attraverso la giusta ginnastica.

Questo dovrebbe essere parte di una giusta prevenzione,ma nessuno ci dice come e cosa fare,la maggior parte delle donne si rivolge al medico quando è troppo tardi… e viene solitamente consigliato l’intervento chirurgico.

Anche nella preparazione al parto viene trasmesso poco e troppo vicino al momento del parto,quando oramai il peso che grava sulla zona pelvica,se non tonificato ha già creato classicità dei tessuti.

Non viene posto sufficientemente l’accento sul recupero dopo il parto,che è di fondamentale importanza iniziare gli esercizi da subito,ancora in ospedale.

Personalmente ho sperimentato la ginnastica pelvica in relazione ne alle vampate di calore,la pre-menopausa e le sue vampate di calore sono elemento fuoco,che sale verso l’alto mentre la pelvi vi è freddo,se siamo bloccate nella pelvi,con la ginnastica pelvica riportiamo sangue nelle pelvi creando un deflusso del sangue,e le vampate cessano completamente,la parte viene riattivata,riportando vitalità e la produzione di ormoni si normalizza.

più siamo bloccate nell’area pelvica più creiamo una condizione di congelamento,di stasi,in quella zona vi sono molteplici vasi linfatici e sanguigni che se non attivati portano a stazionare scorie e tossine,aumentando il rischio di problematiche e patologie.

Vi sono campanelli d’allarme che vi fanno comprendere lo stato del vostro pavimento pelvico,esempio aria durante i rapporti sessuali,perdita d’acqua dopo essere uscite dalla vasca da bagno,addome pesante,dolore alla bassa schiena,piccole perdite di urina durante vari sforzi come starnutire.

Non mi voglio dilungare su patologie ed effetti della ginnastica pelvica, credo di avervi fatto comprendere la sua importanza ,da non trascurare assolutamente, Ho pensato ad un pacchetto di esercizi per una miglior comprensione ed approfondimento, dove impareremo a percepire il pavimento pelvico, ad utilizzare nel modo corretto i suoi muscoli attraverso esercizi mirati, di ginnastica pelvica e di pilates con piccoli attrezzi.

Emanuela.

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La gioia di insegnare. Polestar Life Convention 2014

La gioia di insegnare. Polestar Life Convention 2014

Torno in treno dalla Polestar Convention di quest’anno a Roma, mi attendono circa tre ore e 30 minuti di viaggio, ottimo tempo per riflettere su questa esperienza.

La prima riflessione va alle sensazioni, cosa mi viene trasmesso, cosa mi porta ogni anno a recarmi
alla Convention, naturalmente per l’arricchimento professionale, ma potrei trovarlo altrove, in qualsiasi scuola di livello internazionale.

Ora comprendo che ogni volta colgo la sensazione di libertà, mi stimola ad usare la mia creatività,che
se rinchiusa in schemi e metodi preconfezionati si spegnerebbe totalmente,questo invece non accade
con Serafino Ambrosio. Vi è libertà e gioia nel suo metodo e questo mi viene trasmesso, permettendo ad ognuno di noi esprimersi al meglio nella pratica personale e nell’insegnamento.

Questo mi riporta al primo incontro con Serafino,un workshop a Milano, ero tornata a casa con la
sensazione di poter osare, faticavo a rimanere in uno schema rigido, non riuscivo più a dare il meglio,
questo incontro per me è stata la svolta, capii che essere creativi era permesso, potevo osare e sperimentare pur attenendomi ad un metodo solido come quello Polestar.

Da allora ho iniziato ad insegnare divertendomi molto e di conseguenza anche i praticanti si divertono! É stata come una scossa elettrica, ecco cosa ho sentito nuovamente, libertà, apertura totale nell’accogliere nuove tecniche che possono fondersi con il metodo Polestar.

Nuovi stimoli e la conferma di essere sulla strada giusta.

Un incontro importante è stato il seminario Sherri Betz che ha tenuto wokshop specifici sulla cifosi, gli arti inferiori e pilates per la terza età. Quest’ultimo in particolare mi ha colpita molto. Mi sono portata con me il sorriso di quest’insegnante, il suo metodo e l’entusiasmo nell’apportare,anche se pur piccolo magari,ma una cambiamento nella vita di anziani o persone che hanno perso la capacità di movimenti funzionali. É riuscita a trasmettere entusiasmo,e la grande possibilità di migliorare la qualità della loro vita praticando Pilates. Ci ha raccontato di come queste signore anziane rispondono alla pratica,
di come iniziano ad essere più forti, recuperando equilibrio, stabilità, e di conseguenza
energia e voglia di vivere. Mi ha fatto riflettere sulla difficoltà che una persona della terza età può
avere nel quotidiano, in azioni che diamo per scontate, ma che in un certo periodo della nostra vita diventano una conquista.

Mi ha toccato in particolar modo il racconto di una partecipante ai suoi corsi, le conferma che ora la sua vita è migliorata, è riuscita a farsi una passeggiata con la figlia…dopo anni che non ci riusciva.

La cura,lo studio e la ricerca che ha fatto questa insegnante per mettere a punto lezioni perfettamente
adattate ai gruppi, mi ha fatto nascere la voglia di provarci. Lo stimolo mi e’ arrivato in una frase di Shelly, a fronte della sua lunga esperienza:

“Le persone lavorano una vita intera, trascurando se stesse, sognando di andare in pensione, magari
viaggiare,ma quando e’il momento devono rinunciare perché il corpo non le asseconda più, per loro
è diventato troppo faticoso solo spostare le valige, camminare e tutte le attività che sono sempre
state date per scontate”. E non si parlava di età poi così avanzata…

Un’altra area speciale di cui si è parlato è quella dei bambini con Giorgio Trappolini. Vi sono studi che documentano problematiche a cui saranno esposti i nostri bambini in età adulta. Si muovono troppo poco, le madri danno troppi cibi nutrienti, calorici, ma poi i bambini non escono all’aperto a giocare, sono praticamente sempre immobili. Mi ha colpito il dato raccolto dagli studi citati da Giorgio secondi i  quali i bambini più obesi in europa sono…ops i bambini italiani! Per assicurare lo stato di buona salute attuale e futuro i bambini devono fare esercizio fisico almeno 30 minuti al giorno. I consigli che i ricercatori danno alle famiglie sono ridurre o eliminare cibo spazzatura, aumentare il consumo di frutta e verdura, lasciare giochi o pc non più di 2 ore al giorno. ed appunto 30 minuti al giorno di attività fisica.

Pilates può essere un buon modo per fare attività fisica. Personalmente l’ho sempre creduto, infatti avevo unito le due pratiche in una chiamando il corso piyoga, unendo giochi, fiabe mimate con l’utilizzo dei piccoli attrezzi. Lo yoga mi è di supporto in queste lezioni per l’aiuto attraverso mantra cantati, respirazione, mandala, rilassamento e tutti gli strumenti che stimolano ed esprimere le proprie emozioni.

Tutti questi incontri e workshop mi hanno stimolata a sviluppare in diverse direzioni il mio insegnamento e la pratica del Pilates, un grazie a tutti i docenti e alla Polestar che ogni anno organizza questo incontro dedicato agli insegnanti.

 

Cosa intendiamo per benessere: 1^ parte, le mani.

Cosa intendiamo per benessere: 1^ parte, le mani.

 “Il corpo non è tutto, la mente non è tutto, lo spirito non è tutto, tutti e tre insieme creano il senso”.

Il benessere fisico è il primo requisito per la felicità. Per benessere intendiamo il raggiungimento e mantenimento di un corpo sviluppato in maniera uniforme, una mente salda, capace di svolgere con gusto e piacere i compiti quotidiani, ed una connessione con il nostro spirito od anima, ovvero la capacità di saper guardare al mondo con gli occhi del cuore e non solo della personalità.

Il primo passo sulla via di un benessere a 360 gradi è quello della consapevolezza del corpo. Siamo nati per muoverci, muovere articolazioni, sistema muscolare ed endocrino, ma lo stile di vita moderno ci spinge ad una sedentarietà quotidiana, a discapito del benessere generale. Ecco che diventa importante per tutti noi ricercare il movimento nello sport per essere attivi, vitali ed in salute. Schopenhauer diceva “Trascurare il proprio corpo per un qualunque altro vantaggio nella vita è la più grande delle follie”.

Come muoverci: pilates e lo yoga non sono un’ insieme di esercizi casuali mirati a sviluppare solo determinati gruppi muscolari, ma mirano a sviluppare forza e flessibilità, restituendo nel tempo un corpo armonioso ed equilibrato in tutte le attività di routine. I benefici si mostreranno in una postura perfetta nello stare in piedi, seduti o nel camminare con l’utilizzo solo del 25% di energia mentre il restante 75% nella forma di surplus sarà a nostra disposizione per i nostri bisogni ricreativi o per fronteggiare ogni possibile emergenza.

Le mani, la mente in azione

Le mani “le mani ti fanno diventare ciò che vuoi” la mano esprime come siamo nel nostro mondo, cosa vogliamo e come pensa la nostra mente. mentre i piedi esprimono le nostre emozioni le mani , sono l’estensione della mente.

Come afferriamo le cose, come appoggiamo le mani per sostenere il corpo, ad esempio nel pilates studio quando facciamola posizione della panca sul reformer, oppure quando teniamo fra le mani il flex ring, questo ci da un idea di come ci poniamo mentalmente nel mondo: chi con estrema leggerezza (non essere sufficientemente incisivi, presenti) oppure chi afferra con estrema forza (paura di perdere, stringere con troppa forza la vita, il non essere fluidi).

Quando pratichiamo, posare in modo equilibrato le mani, nella parte interna ed esterna e del palmo, permette l’attivarsi di catene muscolari senza sovra usare articolazioni o muscoli. Sentire come posizioniamo la mano in un esercizio ad esempio in quadrupedia, permette di distribuire le forze nei muscoli del braccio sino ai dorsali, togliendo peso dal polso che in tale posizione può essere stressato dal carico.

Le mani esprimono come viviamo, cosa vogliamo dalla vita, e sono l’interruttore che attiva catene muscolari fondamentali per la salute articolazioni, muscoli, legamenti e tendini di mani, braccia spalle e collo.

Emanuela

 

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Che differenza c’è tra Yoga e Pilates?

Che differenza c’è tra Yoga e Pilates?

Oggi si apre il mese di Settembre, periodo in cui si inizia a considerare quale pratica fisica scegliere, un modo per ritagliare tempo per se stessi e dedicarsi un po’ d’attenzione e cura, sapendo che la routine famigliare e lavorativa renderà difficile prendersi cura di se stessi, il fermarsi , dedicarsi anche solo un ora di tempo, se non iscritti ad un corso. Prendersi quell’impegno settimanale che anche nei momenti di stanchezza, di non voglia, sarà lo stimolo a ritagliarsi quell’ora di tempo solo per sé.

In questo periodo il telefono del centro yoga e pilates inizia a squillare senza sosta, e-mail ecc..per le informazioni di routine, una scelta da fare, da portare avanti tutto l’anno.

“Mi hanno consigliato per la mente pilates, yoga, per il mal di schiena, per la cervicale, le ginocchia, per l’ansia, lo stress ecc..” insomma c’è curiosità ma tanta confusione su queste due discipline.

La domanda di rito alla quale voglio rispondere attraverso questo articolo è : che differenza c’è fra lo yoga ed il pilates?

Naturalmente questo accade perché se osservate queste discipline superficialmente non vi sono grandi differenze fra loro, ma nella sostanza si.

Pilates: consapevolezza corporea e nuovi schemi posturali.

Il pilates come lo yoga è una disciplina interna, dove l’attenzione del praticante durante l’esecuzione degli esercizi viene spostata dal fuori al dentro, all’attivazione consapevole di catene muscolari, al corretto allineamento posturale, all’equilibrata distribuzione della forza.

Tutto questo con la finalità di portare a memoria inconscia nuovi schemi posturali, che saranno utilizzati in tutti i movimenti funzionali quotidiani, negli sport ecc. prevenendo infortuni e problematiche dovute ad una postura scorretta alla mancanza di consapevolezza corporea ed intelligenza neuro-muscolare.

Pilates è creare le condizioni per vivere in un corpo sano, presupposto per una mente sana e felice.

Pilates studio con le grandi macchine è la pratica più adatta a tutte quelle persone che soffrono di problematiche al rachide, come cervicalgia, lombalgia, ernie, chi soffre di problematiche articolari come spalle, anca, ginocchia, come post trattamento fisioterapico, come riequilibrio posturale e per ritrovare tono muscolare e forma fisica.

Pilates è anche adatto alla preparazione atletica degli sportivi, prevenendo infortuni, migliorando la qualità e la performance nel gioco.

A chi vuole fare una pratica fisica di alta qualità, perchè seguiti personalmente o in piccoli gruppi massimo 3 persone.

Naturalmente la differenza fra le varie scuole di pilates è data dal background dell’insegnante.

Credo sia fondamentale considerare la persona nella sua totalità, comprendendo quando un problema fisico possa avere alla base un blocco emozionale, oppure la tensione muscolare dovuta alla cattiva gestione dello stress. Le lezioni individuali o semi individuali favoriscono il coaching, creando le condizioni per un benessere globale.

Yoga: vivere la vita e non lasciarsi vivere, gestire la mente e non lasciarsi gestire

Cercherò in sintesi di spiegare questa scienza ed arte che arriva da molto lontano, si dice da circa 3.500 anni.

Ci riferiamo allo Yoga come scienza poiché il metodo è da sempre quello scientifico della sperimentazione degli insegnamenti ed esercizi fisici da parte di yogi e yogini. Arte perché è espressione di sé, dell’anima, della nostra parte più spirituale.

Il destino mi ha portata sempre e solo ad incontrare lo Yoga della tradizione così come viene riportato nei Sastra unito allo studio dei Veda, quindi non posso parlare se non a livello teorico di altri metodi più recenti ed occidentalizzati.

Lo Yoga Vidya ha come finalità favorire una sana attitudine nella vita e la corretta espressione di sé, insegna a coltivare la propria libertà attraverso la crescita emotiva, insegna il rispetto nei confronti della società, della famiglia, degli insegnamenti e vede la conoscenza e l’apprendimento come via di felicità.

Essendo molte le scuole di pensiero nello yoga, la scelta è sempre difficile fra i metodi diffusi nelle nostre città. Un consiglio che diamo spesso è quello di valutare e documentarsi sui vari metodi, provare diverse scuole di yoga e poi scegliere il metodo più affine a voi. L’importante è non lasciarsi condizionare da tutto ciò che non rientra nella pratica yoga, per quanto vi siano metodi diversi, lo yoga poggia su fondamenti e principi solidi, che nemmeno il tempo ha scalfito, lo yoga non è ginnastica, nemmeno lontanamente.

Una frase che ci veniva ripetuta spesso a scuola di yoga era”voi non dovete fare yoga ma dovete essere in yoga”,la lezione serve per riequilibrare il sistema nervoso attraverso asana’ pranayama, mantra,rilassamento imparare a gestire il respiro e la mente. Con la pratica costante ecco nascere in voi lo stato di essere in yoga..gradualmente si svilupperà forza e sicurezza di sé. La sicurezza di chi riconosce la propria bellezza ed unicità ed ha fatto pace con i propri mostri, accettandoli come parte speculare di un aspetto che altrimenti non potrebbe esistere, come il buio viene illuminato dalla luce, ogni aspetto di noi vive grazie al suo opposto,  se accettato e non giudicato perderà della sua forza-

Con il tempo vi accorgerete che siete in stato di yoga mentre guidate la macchina, mentre cucinate, mangiate ecc..

Lo yoga è una disciplina che guarda alla persona in modo completo, dal sottile al grossolano,la mente diviene aperta, consapevole, felice. Insegna a guardare alla vita da dentro, ad esprimersi come un artista può fare..ad essere veramente se stessi, incondizionatamente.

A vivere la vita e non lasciarsi vivere, a gestire la mente e non lasciarsi gestire..nella ricerca di tutto questo si praticano asana, pranayama, mantra e rilassamento, approfondimenti filosofici, con il conseguente beneficio di corpo, mente e spirito.

Le discipline yoga e pilates sono discipline che favoriscono armonia e benessere,non sono contrastanti fra loro ma si fondono perfettamente.

Il consiglio che diamo spesso è di alternarle o praticarle entrambe, per beneficiare in modo completo di entrambe le discipline.

Possiamo concludere dicendo che pilates risponde alla domanda, come voglio divenire, come mi voglio vedere?

Mentre lo yoga, come voglio stare?

Emanuela

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