Come fare il ghee, il burro chiarificato.

Come fare il ghee, il burro chiarificato.

Il burro chiarificato o ghee : dono degli Dei.

Come promesso nel mio ultimo articolo Ayurveda filosofia e scienza di vita, vi parlerò del ghee (burro chiarificato) utilizzato in Ayurveda nei cibi e nella preparazione di molte medicine.

I benefici del ghee

Il burro chiarificato viene considerato un ringiovanente (rasayana) in quanto agisce sul sistema nervoso nutrendolo, essendo molto ricco di vitamine A-D-E-K è utile per prevenire e contrastare le lesioni ossidative nel corpo. Contiene inoltre acido linoleico e acido butirrico che contengono proprietà antitumorali. Usato nella preparazione dei cibi facilita la digestione, l’assorbimento e l’assimilazione degli alimenti. E’ il migliore equilibratore di agni (fuoco digestivo) dal quale dipende il corretto funzionamento dei singoli organi. Lubrifica il tessuto connettivo e rende il corpo più flessibile.

Ma è grasso!!!

Si, in effetti è puro grasso al 100% ma il ghee  non rappresenta  un rischio, in quanto i grassi in esso contenuti sono per la maggior parte a catena corta e vengono utilizzati velocemente dal corpo e quindi non immagazzinati, inoltre il colesterolo LDL è presente  nella caseina del burro che durante la preparazione del ghee viene rimossa. E’ quindi un ottimo grasso per cucinare, è il mezzo migliore per favorire l’assorbimento da parte dell’organismo di vitamine liposolubili, minerali e oligoelementi. Tradizionalmente il ghee viene mescolato a sostanze medicinali per aumentarne l’assorbimento a livello intestinale. E’ considerato anupana, cioè un “veicolo”.infatti le erbe amalgamate con il grasso ghee attraversano più velocemente la barriera cellulare che è composta da un doppio strato lipidico. Il ghee ha la capacità di trasportare le propretà medicamentose delle erbe e minerali in tutti e sette i tessuti,non sovraccarica il fegato come fanno gli altri oli e grassi,ma rinforza. È un ottimo tonico, agisce sul midollo osseo, tessuto nervoso e il cervello. Stimola l’intelligenza e la percezione,funge da tonico ringiovanente per la mente e il sistema nervoso.

Per chi è particolarmente indicato?

É consigliato a persone di costituzione vata (insonnia,stitichezza) e pitta (bruciori di stomaco,problemi di fegato). Anche i tipi kapha (obesità, ritenzione idrica,cellulite,muco) possono trarne beneficio in piccole quantità.

Il burro ghee produce meno muco del burro tradizionale.

Come usare il ghee per via interna:

Pacifica pitta contro ulcera, gastrite, evacuazione frequente, feci poco formate. Sciogliere il ghee in un po d’acqua calda e bere il mattino a digiuno, 20′ prima di colazione. Come pronto soccorso per bruciori di stomaco: mezzo cucchiaino con acqua calda.  Assunto con eguale quantità di miele aiuta la vista.  Riduce vata alleviando gonfiori e stitichezza.

Utilizzo per via esterna:

Agisce in vari modi: massaggi, applicazioni, ossia spalmando una quantità di ghee, coprendo con una garza o lasciandolo all’aria, a seconda della necessità; Impacchi : la quantità sarà maggiore e la parte verrà avvolta in bende o pellicola trasparente. Personalmente lo reputo un pronto soccorso da avere sempre in dispensa per il suo potere antinfiammatorio. Ho potuto sperimentarlo su di me in un periodo in cui ho avuto un orzaiolo, ho fatto sciogliere il ghee e l’ho applicato ed in una notte è sparita l’infiammazione. Lo stesso procedimento viene usato in caso di ragadi anali, emorroidi, congiuntiviti, eruzioni cutanee, eritemi, scottature anche solari ecc.

Gli impacchi sono adatti per strappi muscolari, contratture, tendinite ed infiammazioni. Ottimo coadiuvante nella cura di stipsi, per l’ulcera gastrica, condizioni febbrili ed infiammatorie, negli stati anemici (si aggiunge al latte)diventa un ottimo ricostituente, oppure da utilizzare negli alimenti come riso basmati e ghee. Ottimo contributo nelle digestioni difficili, spalmato in piccola quantità all’interno delle narici per sedare l’emicrania.  È decisamente da preferire anche per friggere, rispetto agli oli di semi ricchi di acidi grassi polinsaturi, che con le alte temperature si frammentano facilmente in pericolosi radicali liberi.  Infatti è utilizzato nella ristorazione di alto livello per la facile digeribilità. Il ghee andrebbe preparato in casa, anche se lo possiamo trovare già pronto nei negozi bio.

Come fare il ghee in casa:come fare il ghee

  1. Si fonde un panetto di burro non salato in una padella dal fondo spesso, a fiamma molto bassa.
  2. Dopo qualche minuto (quando arriva a 100 gradi) inizierà a formarsi una schiuma biancastra, che andremo a rimuovere con delicatezza, senza toccare il fondo della pentola con il cucchiaio,
  3. Poi, quando il liquido appare completamente trasparente, si rimuove la schiuma formatasi e si filtra con un tovagliolo o un colino.

Il ghee deve essere biondo come il miele e profumato. Va conservato in un barattolo pulito ed asciutto, a temperatura ambiente.

 

Come conservare il burro chiarificato:

Il ghee si conserva perfettamente per lunghissimo tempo, anzi più invecchia meglio è. Non è necessario tenerlo in frigo. Bisogna chiuderlo bene e tenerlo al buio nella dispensa, lontano dalla luce.

Quantità da assumere

Il ghee aumenta il fuoco digestivo, elemento fondamentale per guarire e mantenere la salute. Tuttavia troppo ghee potrebbe avere l’effetto opposto. In generale potete consumarne 1 o 2 cucchiaini  al giorno. Se avete dei dubbi o qualche disturbo è preferibile consultare un medico ayurvedico.  Biologico è meglio! Nel ghee di origine non biologica sono stati trovati residui di pesticidi, sebbene in quantità inferiore rispetto al burro normale. È un vero peccato che un così prezioso dono della natura venga inquinato da sostanze tossiche e potenzialmente cancerogene . Scegliete un ghee biologico o se lo fate voi usate un buon burro biologico.

Burro invecchiato ( Purana Ghrita)

Secondo l’ayurveda il ghee più potente è quello invecchiato. È considerato vecchio dopo almeno un anno,ma ce ne sono alcuni che ne hanno almeno 10 e più anni. Addirittura in India pare che qualcuno custodisca gelosamente dei ghee centenari. Un ghee molto vecchio è considerato capace di guarire ogni malattia.

Avete già utilizzato il ghee come rimedio naturale? Scrivetemi nei commenti come lo utilizzate 🙂

L’Ayurveda filosofia e scienza della vita

L’Ayurveda filosofia e scienza della vita

Oggi vorrei parlare di un altro aspetto della mia professione che considero una delle espressioni della mia anima.
L’Ayurveda non si discosta dallo yoga e nemmeno dal pilates , ed una volta che l’hai incontrata. ti accompagna per sempre
diversamente dai massaggi classici occidentali, eseguiti nei canonici 50 minuti dove un cliente dopo l’altro si stende sul lettino e l’operatore diviene quasi meccanico.
In un trattamento ayurveda è richiesta conoscenza, contatto, empatia, manualità e rispetto.
E’ chiamato la carezza dell’anima.

Lo scambio energetico ed il dispendio di prana per l’operatore è alto, qui è nata la mia decisione nel centellinare i trattamenti.
Ma l’ayurveda mi chiama sempre come se solo attraverso di essa io potessi esprimere un aspetto della mia anima, nel silenzio, nello stato meditativo in cui si esegue il trattamento, il tempo si sospende, il tempo è quanto la persona necessita.
In quello spazio comprendi la connessione con l’universo ed il divino della persona che stai trattando, tocchi gentili, perché ti inchini con rispetto alla possibilità che l’altro ti sta donando.

Colui che considera la gentilezza verso l’umanità come la forma religiosa suprema e tratta i suoi pazienti di conseguenza, ha successo nel conseguire lo scopo della vita e ottiene la più grande felicità. (Susrhuta)

MA COS’É L’AYURVEDA?

Ho un solo modo per descriverla : è filosofia e scienza della vita
ayu|scienza – veda | conoscenza

L’ayurveda è uno dei grandi doni dei saggi dell’India antica all’umanità.
Si tratta di uno dei più antichi sistemi di medicina e vanta un’ampia documentazione di esperienza clinica.
Tuttavia non è soltanto un sistema di medicina nel senso convenzionale di cura della malattia.
È sopratutto uno stile di vita, che punta alla prevenzione e promuove la longevità.
La cosa che mi fece innamorare di questa scienza è la semplicità, in Occidente tendiamo a complicare la comprensione e l’utilizzo di qualsiasi strumento di autoguarigione, l’ayurveda parte da un concetto basilare semplice.
L’essere umano e le sue esperienze sensoriali sono come manifestazioni dell’energia cosmica universale, che si esprime nei cinque elementi basilari.
L’etere, l’aria, il fuoco, l’acqua e la terra.
I cinque elementi si manifestano nel corpo come tre principi base, conosciuti come tridosha.
Dagli elementi etere ed aria si manifesta vata dosha.
Dagli elementi fuoco ed acqua si manifesta pitta dosha
dagli elementi terra ed acqua si manifesta kapha dosha.
Vata-pitta-kapha governano tutte le funzioni biologiche, psicologiche e fisiopalogiche di corpo, mente e coscienza.
Essi agiscono come costituenti naturali e barriere protettive nella condizione fisiologica normale, invece in stato di squilibrio essi contribuiscono ai processi della malattia.
Le figure ayurvediche professionali in India sono i massaggiatori, terapisti che conoscono l’utilizzo delle erbe e trattamenti specifici, ed il medico ayurvedico che fa la diagnosi del polso e prescrive le erbe ed i trattamenti specifici.

Personalmente ho studiato il massaggio ayurvedico e fatto il percorso di terapista per poter approfondire aspetti che mi affascinavano ,come la conoscienza dei marma (le 108 porte di fuoco) e la conoscienza di trattamenti ed oli specifici a seconda del dosha in disarmonia.
Quando attraverso il test si comprende quali dosha sono in squilibrio, si agisce attraverso trattamenti mirati, con consigli sullo stile di vita adeguato.

I doveri o codici di disciplina che ognuno di noi dovrebbe osservare sono:

dieta giornaliera
dieta stagionale
doveri occasionali
regole precauzionali nell’attività sessuale
regole di condotta generale per il benessere generale della società
misure precauzionali contro l’invecchiamento precoce
condotte e pratiche mirate alla realizzazione del sé

il regime ayurvedico del giusto vivere ha come scopo il mantenimento della salute, il conseguimento di una lunga vita piacevole ed attiva, l’apporto di soccorso in caso di dolore e malattia, la possibilità di gioire dei piaceri della vita ed il conseguimento alla realizzazione del sé.
In breve l’ayurveda aiuta l’individuo a raggiungere i quattro principali obiettivi della vita umana.
Questi sono Dharma o servizio alla società, artha o servizio alla famiglia, kama o servizio a se stessi e moksha o realizzazione del sé.

I REGIMI AYURVEDICI PER LA SALUTE NEL QUOTIDIANO

Una persona sana dovrebbe svegliarsi molto presto, dopo aver espletato i bisogni corporei fare una doccia, meditare e poi eseguire esercizi yoga e pranayama, dando più importanza alle posture adatte alla propria costituzione.

Alcune posizioni Yoga utili per le diverse costituzioni studiate nell’ayurveda:

VATA posizione del loto-vajarasana, siddhasana, respirazione a narici alterne inspirando da destra ed espirando da sinistra(pranayama del sole)

PITTA posizione dell’aratro,posizione sulle spalle,shitali pranayama

KAPHA pinza (pashimmotanasana) neti ,agnisara

Quando vi è un dosha in eccesso, in disarmonia l’azione sarà attraverso il suo contrario, ad esempio per vata, elementi aria – etere, quindi eccesso di movimento e di leggerezza in tutti gli aspetti, fisiologici e psicologici, si agirà attraverso il suo contrario, olio di sesamo, cibi sostanziosi, asana meditative ecc.

Qui potete scaricare  il Prakriti Test (Test Costituzionale Ayurvedico)

In questo modo potete iniziare a conoscere la vostra costituzione, in caso di dubbi o consigli scrivetemi pure una e-mail .

Le regole per eseguire il test sono: rispondere in modo spontaneo, ogni aspetto valutato è nel qui ed ora, non nel passato, segnare con una croce una delle qualità che vi appartiene.
In alcuni casi possiamo trovare più di una qualità in differenti dosha, in tal caso mettete entrambe le croci.
Alla fine farete la somma delle croci per ciascun dosha, in base al numero delle croci presenti in un dosha avrete la vostra caratteristica nel qui ed ora.
Questo è un test generico e non sostituisce la diagnosi del polso eseguita dai medici ayurvedici ed alcuna diagnosi o terapia, quindi consultare sempre il proprio medico di fiducia prima di intraprendere qualsiasi azione curativa.

Buon test,
Al prossimo articolo con alcuni semplici consigli ma di grande efficacia ed una ricetta per preparare il ghee (burro chiarificato) utilizzato in India per molte problematiche.

Emanuela

Deodorante naturale olio di cocco e bicarbonato

Deodorante naturale olio di cocco e bicarbonato

Da qualche mese ho iniziato a usare questo deodorante naturale fai da te al bicarbonato e olio di cocco semplicissimo e davvero efficace. Da molto cercavo un’alternativa al classico deodorante, soprattutto dopo aver capito quanti prodotti nocivi (in particolare l’aluminum) sono contenuti in un prodotto che uso ogni giorno. La soluzione è arrivata con l’olio di cocco (sul quale scriverò un articolo a parte tanti sono i suoi benefici e usi nella routine quotidiana) ed il bicarbonato.La ricetta per questo deodorante naturale fai da te e completamente privo di elementi chimici e nocivi è davvero semplice.

Ricetta deodorante naturale:

  • 2 cucchiai di bicarbonato
  • 2 cucchiai di amido di mais (facoltativo, serve solo a rendere il composto più denso)
  • 3 cucchiai di olio di cocco. (Io acquisto da tempo e mi trovo molto bene con l’olio di cocco dell’azienda Naissance. Lo trovi su Amazon a questa pagina )

Mescolate questi 3 ingredienti in un contenitore, applicate il deodorante fai da te e per tutta la giornata avrete un buonissimo profumo 🙂

Le proporzioni sono variabili, per esempio potete mettere meno amido di mais se volete che il vostro deodorante sia più liquido che denso etc…

Per chi non ama l’olio di cocco (anche se vi assicuro che mescolato al bicarbonato ha un profumo davvero leggero) delle ottime alternative possono essere l’olio di mandorle o qualsiasi olio o crema naturale che abbia un effetto delicato sulla pelle.

Sono da evitare olii essenziali (come quello alla lavanda) che possono avere un effetto infiammante vista la zona delicata in cui viene applicato.

Iniziare ad auto produrre prodotti che solitamente compriamo in modo automatico al super mercato perché pensiamo non ci sia alternativa è davvero un piccolo grande cambiamento. La soddisfazione è davvero tanta, ciò che è naturale e fa bene alla nostra pelle ci fa sentire davvero bene ed in più smettiamo di sprecare contenitori di plastica che buttiamo ogni volta che compriamo nuovi prodotti.

Un cambiamento per quanto piccolo può avere un grande impatto su di noi e sull’ambiente che ci circonda 🙂

Buoni esperimenti.

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