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Al termine delle lezioni di Yoga ripetiamo sempre “Grazie, Namastè”. Sarà che è fine anno e sento una forte gratitudine nei confronti dell’anno passato ad insegnare e studiare Yoga, in questo post vorrei spiegare il senso di quel grazie.

Per un insegnante di Yoga non è solo una formalità ma una sentita gratitudine verso chi ha partecipato, verso il luogo in cui si trova, verso lo Yoga.

Chi insegna Yoga fa fatica a considerarsi un insegnante nel senso classico del termine.

Proprio qualche giorno fa ho letto una frase di Krishnamacharya che, rispondendo a chi lo chiama Guru, dice: “Don’t call me guru. Like you I’m just a student of yoga. Maybe I have studied a bit longer but that’s all’”. Non chiamarmi Guru. Sono, come te, uno studente di yoga. Forse ho studiato un pò di più ma questo è tutto. Lo stesso atteggiamento vedo nel mio insegnante Swami Ananda, che si rivolge a se stesso come studente di yoga, che ancora osserva la sua mente, la studia, impara.

Come insegnanti yoga ci è capitata la fortuna di incontrare questa disciplina e la diffondiamo perché porta una tale forza nella nostra vita che sembra impossibile non condividerla. Ma non solo. Chi insegna si ritiene, appunto, un continuo “lavori in corso”, e qui entra in gioco la gratitudine nei confronti di chi pratica con noi.

Ogni persona che entra nella sala di Yoga è un’opportunità. Osservare e guidare passo dopo passo nella pratica gli altri pone l’insegnante in un ruolo da studente.

Ad ogni lezione mi viene insegnato da chi pratica la costanza, il farsi guidare e saper lasciar andare il controllo con la gioia che ne consegue, la sacralità di dedicarsi uno spazio per sé, il fatto che niente è impossibile, nessun cambiamento è irrealizzabile, basta un pò di tempo ed impegno.

Per questo sono realmente grata a chi pratica con me e per tutti i loro insegnamenti.

In quel grazie poi c’è la gratitudine nei confronti del luogo che mi ospita. La sala di pratica al Centro ha un non so che di magico è so che tanto dell’atmosfera Yoga che si crea è dovuta a questo luogo.

Infine c’è la gratitudine allo Yoga, a questo stile di vita e di pensiero che mi è capitato di incontrare nella figura del mio insegnante.

Con la fine dell’anno ribadisco il mio Grazie a tutto questo, a tutto ciò che mi sostiene, mi sfida, mi nutre nella mia crescita.


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